Il taglio dei fondi PNRR per le comunità energetiche rinnovabili, annunciato il 21 novembre, è l’ennesima mossa politica del Governo Meloni contro l* cittadin* e la transizione energetica.
Dopo aver tergiversato due anni prima di pubblicare i decreti attuativi, ora lascia scoperti migliaia di progetti di CERS.
Il 25 novembre i dati ufficiali del GSE segnalavano domande per 1.005,7 milioni di euro, già oltre il budget rimodulato di più di 200 milioni, mentre a bando chiuso, il 30 novembre, la voragine è diventata ancora più profonda, con circa 400 milioni di euro di progetti presentati che rimarrebbero senza copertura finanziaria.
Bloccare ora il processo di espansione delle CERS significa colpire proprio chi ha creduto in una transizione dal basso, nonostante una burocrazia asfissiante, per cercare di far tornare finalmente l’energia nelle mani dell* cittadin*.
Per questo sosteniamo e condividiamo la richiesta e la raccolta firme lanciata dall’associazione “Ci sarà un bel clima”, per chiedere:
● Verità sui numeri, con la richiesta al MASE di pubblicare i dati reali delle richieste pervenute e di ammettere che il taglio dei fondi lascia scoperta una parte significativa della domanda;
● Il reintegro immediato delle risorse, con la richiesta formale al Governo di indicare al più presto dove reperirà le risorse mancanti, se quelle del PNRR non sono sufficienti, considerando che non si possono fare investimenti basandosi su promesse vaghe;
● Lo sblocco delle istruttorie nel minor tempo possibile, considerando che le CERS che attendono da mesi devono ricevere una risposta immediata sulla loro ammissibilità.
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