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Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: la mobilitazione continua!


💫 Venerdì siamo sces_ in piazza a Bologna e Roma per fare pressione sui parlamentari e chiedere ai media di parlare dei fondi europei di cui finora non si è discusso, che dovevano costruire un piano per la #crisi climatica e sociale, e che invece deludono.

Il #piano è un impegno a trovare finte coperture sostenibili per i settori inquinanti, non una strategia per riconvertirli e realizzare alternative compatibili con la vita del pianeta, delle persone, della società.

💬 Il piano ripete #parole obsolete e distruttive: privatizzazione, metano, grandi opere, allevamenti... in piazza abbiamo portato invece le parole che curano e i suoni del cambiamento.

📢 Protesta, alza la voce e fai sentire le tue parole.
Rivendichiamo il diritto a un'eredità che non sia debito economico ed ecologico, ma inclusione, beni comuni, rinascita
🌱
Oggi è la giornata mondiale della libertà di stampa.

Minacce, censure e violenze nei confronti di giornalisti ambientali sono a livelli inquietanti anche qui in Europa.

Per questo motivo, venti organizzazioni hanno scritto una lettera alla Commissione europea per bloccare le continue azioni legali intimidatorie da parte delle aziende del fossile contro giornalist_ e attivist_.

🇮🇹Nella lettera c'è anche un esempio tutto italiano, ovvero la causa intentata da ENI – società partecipata dallo Stato italiano – nei confronti del Fatto Quotidiano. ENI, infatti, lo scorso dicembre ha avanzato una richiesta di 350 mila euro di danni al quotidiano in relazione a 29 articoli scritti sull’azienda, chiedendo inoltre la rimozione degli articoli in questione dal proprio sito.

- Leggi la lettera completa

- Scopri di più qui

#libertàdistampa #verità #protecttheprotest
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DATA CENTER ED ENERGIE RINNOVABILI: APPROFONDIAMO

⚡️Le grandi quantità di energia richeste dalle infrastrutture fisiche di internet, da dove arrivano?

☁️ È possibile navigare sul web senza avere un forte impatto sulle emissioni di CO2?

🤔 È sufficiente abbattere l'impronta di carbonio per rendere internet uno strumento pulito?

♻️ Quali sono le aziende che si stanno impegnando per cambiare le carte in gioco?

👉 Leggi l'articolo per saperne di più

📢 Segui il progetto dedicato alla sostenibilità digitale: @openforfuture

#SostenibilitaDigitale #CrisiClimatica
In questo periodo si parla tanto di idrogeno e di investire in questa "energia pulita" per decarbonizzare la nostra economia.

Ma è sempre così?

@alterales disegna le diverse sfumature (e sfaccettature) dell'idrogeno!

Il 12 Maggio raggiungici a Ravenna per la manifestazione nazionale contro il CCS, l'impianto proposto da Eni per stoccare la CO2... e quindi fare idrogeno BLU! Check it out nelle grafiche. Saremo in Piazza del Popolo dalle ore 17 📢
Tutte le info qui

#memercoledí
NON È TUTTO ORO CIÒ CHE È IDROGENO, ANZI

💶È arrivato il momento di decidere come investire questi 209 miliardi del Next Generation EU e l’UE dice espressamente che dovrà figurare anche l'idrogeno, ritenuto necessario per la decarbonizzazione.

💢In Italia però nel frattempo veniamo ammonit_ per essere sempre in ultima posizione per quanto riguarda l'avanzamento energetico nel campo delle rinnovabili, mentre ci ostiniamo a portare avanti un business basato sul gas, che non ci permetterà di vedere la decarbonizzazione "neanche con il binocolo".

🛢Siamo riuscit_ ad usare proprio questa come scusa, l'idrogeno, per la costruzione di nuovi metanodotti in zone come la Sardegna, e parallelamente in tutto il mondo, perché "tanto l'idrogeno poi passerà di lì", e non sapremo neanche se dopo la quantità immensa di tempo che passerà prima che questa cosa accada questi tubi saranno effettivamente idonei a questo passaggio; e nel frattempo noi possiamo continuare a produrre il nostro 45% di energia dal gas.

🇪🇺Ma c'è bisogno di raggiungere gli obbiettivi prefissati dall'Unione Europea, di una decarbonizzazione, che anche se al 2050 non ci permetterà di salvarci, almeno sarà un passo avanti, rispetto al futuro drammatico che si prospetta per un'Italia a gas.

Leggi l'articolo completo del Corriere qui
Nel mondo sono più di 80 milioni le persone forzatamente #sfollate o rifugiate presenti all’interno dei confini dei propri Paesi.

A questo numero si aggiungono quasi 25 milioni di profugh_ ambiental_ e climatic_, #persone costrette a lasciare le proprie terre a causa di catastrofi naturali o fenomeni estremi come siccità, erosione costiera, o ancora devastazioni causate da grandi #multinazionali.

Tuttavia le condizioni ambientali non rientrano ancora tra le motivazioni per ottenere lo #status di rifugiat_.

Entro il 2050 si potrebbe arrivare a 150-200 milioni di profugh_ climatic_: per questo motivo Unhcr, l’Ue e alcuni Paesi stanno cercando di correggere la giurisprudenza.

Leggi di più sul nostro ultimo articolo per la rubrica Pianeta2021 del Corriere della Sera 👉🏼 clicca qui!